lunedì 5 aprile 2010


Oggi sempre più, ciò che intendiamo con "essere normale" si gioca sul versante dell'immagine: dalla frenesia all'acquisto dell'oggetto simbolo di stato, agli interventi di chirurgia estetica atti a cancellare la cicatrice primaria che ci rende inimitabili. L'immagine non è però in grado, fatto salvo per un soddisfacimento caduco, di sgretolare progressivamente la malattia del pensiero e del corpo.
Perchè l'adeguamento a ciò che si suppone essere l'immagine dominante avrebbe degli effetti terapeutici? Perchè spendere tante energie e tanto denaro per adeguare il proprio comportamento, il proprio corpo, il proprio pensiero, a ciò che è maggioranza statistica?
La psicoanalisi infatti non ha di mira la "normalizzazione" del soggetto, che equivarrebbe alla sua scomparsa, bensì punta a creare un rapporto normale con il proprio inconscio (che è prima di tutto l'Altro) come luogo depositario di un sapere, di una verità intima che concerne la causa della sofferenza sintomatica dell'uno per uno.

domenica 28 marzo 2010


L'incontro con uno psicologo di formazione psicoanalitica consente l'instaurarsi di un legame privilegiato: uno spazio di parola protetto che ha come protagonista un soggetto che si trova in un momento della sua vita in cui le difficoltà quotidiane si sono condensate in sofferenza.

Tale incontro è differente dalle relazioni d'amicizia, in cui prevalgono i consigli, le buone intenzioni, l'altruismo più o meno disinteressato; diverso ancora dalla relazione con il medico, in cui spesso è il farmaco a farla da padrone.
La funzione dello psicologo non consiste nel fornire al paziente rigide direttive o consigli morali, nè tantomeno porsi come modello da emulare; egli è lì, in presenza, per promuovere una parola soggettiva, manifestazione dell'inconscio, che va a sgretolare progressivamente la componente di sofferenza legata ai sintomi del pensiero e del corpo.


Perchè scegliere la psicoanalisi?
Perchè, a partire da una sofferenza singolare, ripercorrere le orme di Sigmund Freud, di Jacques Lacan, che conducono allo svelamento di una verità inconscia?
Perchè, come conseguenza logica, rifiutare che le nostre parole e i nostri atti cedano sotto i colpi di un addestratore sociale? Così come la cavia cede al gioco sadico dello sperimentatore scientista, presa fra la scossa elettrica e la ricompensa del premio goloso.